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Le case naturali, scegli l’ambiente!

11/04/2018

Il settore delle costruzioni a basso impatto ambientale si sta muovendo in netta controtendenza rispetto all'edilizia tradizionale. In Italia si parla in particolare di costruzioni in legno. Le cifre pubblicate dalle associazioni di categoria delle aziende del legno evidenziano un mercato in costante espansione, in particolare nel campo delle nuove costruzioni residenziali, che non può più essere definito "di nicchia", come conferma la grande affluenza di pubblico a fiere ed eventi tematici su tutto il territorio. La maggior parte dei montaggi resta confinata nel nord Italia, ma va evidenziato il crescente interesse verso i sistemi costruttivi lignei nelle restanti regioni.

 

Le case in legno hanno molti vantaggi rispetto all'edilizia del mattone, primo tra tutti la semplicità in quanto rispondono perfettamente alle moderne esigenze abitative in tema di risparmio energetico, isolamento acustico, benessere e comfort abitativo. L'assenza di materiali tossici e la qualità bioclimatica offerta dagli edifici in legno è difficilmente raggiungibile degli altri sistemi costruttivi, proprio per le caratteristiche di questo materiale, che va sempre abbinato a pannelli isolanti.

Attualmente l'evoluzione normativa in merito al contenimento dei consumi energetici degli edifici premia le costruzioni termicamente isolate che rispondono ai canoni della bioedilizia, offrendo incentivi economici e bonus edilizi, che si traducono in cospicui sconti sugli oneri e aumenti di cubatura.
Inoltre l'obbligo di certificazione termica esalta il valore di mercato delle case in legno, che si collocano sempre nelle classi energetiche più elevate, come dimostrano gli attestati prestazionali ottenuti dalle mie ultime realizzazioni, tutti in classe A+.
I costi medi si sono attestati intorno a valori molto competitivi rispetto alle moderne costruzioni in laterizio, in quanto queste ultime scontano pesantemente l'impatto degli attuali limiti normativi in tema di limitazione dei costi energetici degli edifici, molto restrittivi rispetto al passato e difficili da raggiungere senza un adeguato controllo delle dispersioni termiche; questo impone la realizzazione di involucri opachi (tetto e pareti esterne) di elevato spessore, l'installazione di infissi e vetrate ad alto rendimento e l'eliminazione di tutti i ponti termici, soprattutto in presenza di strutture in acciaio o cemento armato.

 

Anche la paglia possiede proprietà interessanti per quanto riguarda l’edilizia. Le balle di paglia vengono utilizzate per esempio come grandi mattoni impilati uno sopra l’altro, proprio come i mattoni tradizionali. Esistono due sistemi principali per utilizzarli nella costruzione di un edificio: come parte strutturale (muro portante) o solamente come elemento di chiusura degli spazi interni (muro di tamponamento). Un edificio con muri portanti in balle di paglia, è la tecnica più interessante, sicuramente la più semplice ed economica (attualmente però in Italia non permessa dalla Normativa). Un edificio con struttura portante in legno e tamponamenti in balle di paglia invece è una tecnica permessa e viene utilizzata, ha tempi di realizzazione brevi, è più economica rispetto a quella tradizionale ed ha consumi energetici molto bassi. Rispetto agli edifici "tradizionali" con pari requisiti termoigrometrici, utilizzando la tecnica delle balle di paglia si può risparmiare circa il 10%-15% rispetto ad una casa tradizionale, ma il vero risparmio in denaro è da calcolare a lungo termine. Costruire una casa con questa tecnica significa avere un edificio energeticamente efficiente con costi di riscaldamento notevolmente ridotti o addirittura azzerati. Nonostante la paglia sciolta sia un materiale altamente infiammabile, i muri in balle di paglia, essendo queste ultime altamente compresse, hanno al loro interno pochissimo ossigeno quindi bruciano con molta difficoltà. È stato valutato che un muro in balle di paglia, intonacato sulle due facce con intonaco in terra cruda di circa 3 cm, raggiunge una resistenza al fuoco R90 (90 minuti). Si consideri che il calcestruzzo, con un copriferro minimo, ha una resistenza al fuoco R30, mentre l'acciaio ha una resistenza al fuoco praticamente inesistente.